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Astrua Magazine

Rolex tra sport e cultura

Se, come scriveva Honoré de Balzac nel Trattato della vita elegante, “tutto ciò che mira all’effetto è di cattivo gusto, come tutto ciò che è chiassoso” allora l’eleganza è una postura mentale ancor prima che una ricercatezza composta, preziosa ed esclusiva. Ben lo sa la casa orologiera Rolex che esaudisce i desideri degli appassionati e la loro naturale inclinazione al “bello” promuovendo storiche collaborazioni e nuovi sodalizi culturali per ribadire quei valori che connotano da sempre Rolex: successo, eccellenza e cosmopolitismo.

Tra le iniziative di ampia risonanza di quest’autunno, oltre alla Biennale veneziana di Alejandro Aravena, vanno sicuramente menzionate la sponsorizzazione della stagione musicale della Metropolitan Opera con le serate di gala wagneriana (Tristano e Isotta) e tutte le altre come quelle della Filarmonica di Vienna (Rolex è stato sponsor esclusivo del Concerto di Capodanno già nel 2009 e sponsor principale del Festival di Salisburgo dal 2012 ad esempio), della Royal Opera House di Londra e dell’Operá National di Parigi oltre al nostrano e prestigioso Teatro alla Scala di Milano dove nella serata del 13 novembre scorso Rolex ha sostenuto e presenziato a “Porgy and Bess” -prima dedicata alla memoria di Nikolaus Harnoncourt scomparso il 5 marzo del 2016- con la direzione di Alan Gilbert, direttore musicale della New York Philharmonic. Una rappresentazione che vedrà varie repliche fino al 23 novembre e, per inciso, il debutto di Morris Robinson.

 

LA VERSIONE ORIGINALE DI PORGY AND BESS COL SOSTEGNO ROLEX: E’ l’ american folk opera di George Gershwin (1898 -1937) musicista statunitense che inserì nel linguaggio consolidato del sinfonismo e dell’opera di matrice europea componenti melodiche e ritmiche puramente jazzistiche con gli elementi più popolari della sua terra: i ragtime, i blues, gli spirituals. Proprio secondo le stesse parole di Gershwin trattasi di un racconto popolare, i cui personaggi è naturale che cantino musica appunto popolare, dove il mondo di neri è soggetto esemplare in quel contesto socio-geografico per la drammaticità, l'umorismo, la superstizione, il fervore religioso, la danza e l'irrefrenabile allegria. Gershwin è stato il primo a mettere in scena il mondo degli afroamericani sfaccettandolo con istanze estetiche, sociali ed economiche. In forma semiscenica “Porgy and Bess” è fedele alla prima del 1935 a Boston ed è tratta dal romanzo “Porgy” di DuBose Heyward. Le tematiche difficili trattate ne hanno limitato fortemente il successo fino alla rappresentazione del 1975 alla Houston Grand Opera ed a quelle più recenti grazie alle interpretazioni di direttori come Lorin Maazel e soprattutto al lavoro di ricostruzione di Nikolaus Harnoncourt fedelissimo al testo corredandolo anche con la ricerca degli strumenti appositi quali i vari “djembe” e “dumdum” africani al posto delle “solite” percussioni.

 

ROLEX OLTREOCEANO: Ma forse la novità vera è proprio l’oltreoceano con New York: la collaborazione del 1958 con lo Yacht Club di New York e con l’equitazione, con i testimonial Rolex ultrapremiati del calibro di Kent Farrington -tra l’altro anche medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio- e con lo Show Jumping, la prima iniziativa mondiale a incoronare il cavaliere che riesce ad aggiudicarsi il Gran Prix nei tre eventi ippici più importanti (CHIO Aachen, Spruce Meadows e CHI Geneva).

Rolex ha patrocinato a New York anche il Central Park House Show, promosso da Maark e Katherine Bellissimo speciale per la location nel polmone verde di Manhattan con la quattro giorni di dressage e salto ad ostacoli.

E poi come non menzionare l’iniziativa Rolex in essere dal 2002 “maestro allievo” che consente a sette giovani talentuosi di lavorare per un anno con Maestri di chiara fama negli ambiti della danza, dell’architettura, del cinema, della musica, del teatro e della letteratura.

Del resto Rolex è abbinato ai più importanti eventi di sport come il golf, la vela, il tennis, l’equitazione e gli eventi automobilistici ed investe molto sui giovani, sul futuro.

Non un semplice sponsor, ma un vero e proprio partner.


Giulia Cassini        


Dida direttore d'orchestra: Ph. Chris Lee, Teatro alla Scala
Courtesy stampa Foto vecchio manifesto: courtesy stampa     

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