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Astrua Magazine

I 40 anni della maturità per Nautilus.

In 40 anni cambia tutto e niente: lo stesso accade per la blasonata casa orologiera Patek Philippe e, specialmente, per la collezione Nautilus a cui si aggiunge solo una buona dose di maturità.
Cambiano o forse si educano i gusti della clientela in generale, ma non quelli degli affezionati alla casa orologiera svizzera che passano indenni attraverso le decadi per la ricerca di design, affidabilità e prestigio intramontabili.

40 anni di Nautilus

Se dunque 2016 meno 40 fa 1976 dobbiamo calarci in quegli anni per ricordare le caratteristiche salienti del Nautilus Ref 3700/1A con i caratteristici rigonfiamenti a ore 9 e a ore 3 che lo hanno reso immediatamente riconoscibile tra tutti gli orologi da polso.
In quegli anni Henri Stern era presidente dell’azienda a gestione strettamente familiare, ma sul punto di passare il testimone al figlio Philippe Stern, che già aveva un ruolo executive all’interno della Patek Philippe e che incarnava perfettamente la nuova generazione sempre più interessata ad arricchirsi culturalmente, a fare sport, a nutrire nuovi interessi, a discettare di politica, a visitare luoghi lontani.
La gente, in parole povere, iniziava a lavorare per vivere piuttosto che a vivere per lavorare.

Da qui la decisione di lanciare un orologio sportivo ma elegante al tempo stesso, a dire il vero il primo orologio sportivo dei 137 anni di storia della manifattura. In stretta collaborazione con Gérarald Genta, uno dei più geniali designer di orologi del ventesimo secolo, prendeva letteralmente forma il Nautilus Ref. 3700/1A, un fuori misura in acciaio quando la moda segnava il passo con piccoli orologi in oro.

L’ ispirazione, nomen omen, veniva da una delle grandi passioni di Philippe Stern, la nautica. Non a caso i suoi slogan pubblicitari erano “uno dei più costosi orologi al mondo è in acciaio” e “può essere usato con la muta o con lo smoking”, vista l’impermeabilità fino a 120 metri. L’orologio, lanciato dunque in acciaio nel 1976, rimase in collezione fino al 1990.

La gamma venne estesa con diversi modelli che hanno modificato i materiali, le dimensioni e le forme tra cui il Nautilus per signora del 1980 Ref. 4700/51 J o nel 1996 il Ref. 3800/1 JA con numeri romani o ancora il corposo rinnovamento operato per il trentesimo anniversario nel 2006 e quello del 2009, in collaborazione con Gérald Genta, per la collezione femminile.  

Nautilus Patek Philippe modello 40 anniDue sono oggi i modelli per commemorare il quarantesimo del Nautilus il primo è il Ref. 5711/1 P, solotempo in platino con datario al 3, in 700 pezzi (prontamente esauriti) con quadrante speciale per l’anniversario in oro 18 K. A differenza del Nautilus originale ha il quadrante blu scuro con effetto cromatico (chiaro-scuro) dall’interno verso l’esterno. I dodici indici applicati sono a bastone in oro 18 K con incastonati dodici diamanti a baguette flawless top wesselton con un peso totale di circa 0,34 ct mentre il calibro del movimento è 324 S C, automatico con rotatore in oro 21 K.


L’altro è il 5976/ 1G disponibile in 1300 esemplari, cronografo oversize ( 49,25 mm di cassa da ore 9 a ore 3) in oro bianco che riprende il Ref. 5980 del 2006 (quello del trentesimo anniversario per intenderci), il primo Nautilus con medesima complicazione. Il monocontatore a ore 6 del quadrante è più grande, le tre scale concentriche includono un contatore a ore 12 nella parte esterna, uno da 1 e 30 minuti in mezzo e uno da 31 e 60 nel mezzo.
Gli indici sono diamanti flawless top wesselton baguette e princess-cut mentre il movimento meccanico a carica automatica con rotore centrale in oro 21 K. Entrambi i modelli hanno il quadrante inciso a guilloché con la dicitura “1976 – 40 – 2016” e sono corredati da astuccio in sughero, uguale a quello del 1976.G.C.
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